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Sistemi Integrati per le Infrastrutture Ambientali Marine

La parte più profonda degli oceani è stata a lungo considerata un ambiente omogeneo e stabile, solo marginalmente interessato dai fenomeni che avvenivano sulla sua superficie, dove i lenti cambiamenti delle condizioni ambientali sono insignificanti per gli organismi che lo popolano. Questa visione è cambiata radicalmente nel XX secolo con la scoperta dell’espansione dei fondali oceanici, l’osservazione della circolazione idrica in corrispondenza delle zone di frattura con la conseguente variazioni di chimismo delle acque e di regime delle correnti profonde. L’ interazione di tali acque con la superficie degli oceani, con l’atmosfera e con le aree terrestri deve ancora essere pienamente compresa. Il recente miglioramento dei mezzi di intervento in mare e della strumentazione per il monitoraggio marino, ha spinto la comunità scientifica ad estendere le reti permanenti di osservazione scientifica alle aree oceaniche, spingendosi fino alle profondità abissali finora poco esplorate. L’attuale distribuzione degli osservatori marini è ancora limitata, e non consente di affrontare adeguatamente importanti temi generali di ricerca, quali lo studio della struttura e della dinamica interna del nostro pianeta, e ricerche a scala regionale riguardanti la Geofisica (tettonica dei margini di placca, sismicità, vulcanismo, attività di degassamento) e le Scienze ambientali (oceanografia, biologia, cambiamenti climatici). In particolare sta emergendo l’esigenza di approfondire la conoscenza del "sistema Terra" nel suo insieme in modo da definire le strategie più appropriate per la limitazione dei rischi naturali.


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