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Misure Geofisiche per il territorio


Le principali tecniche geofisiche per l’esplorazione del sottosuolo impiegate sul territorio sono quelle elettromagnetiche nel dominio del tempo (Time-Domain ElectroMagnetic, TDEM), di tomografia elettrica 2D e 3D (Electrical Resistivity Tomography, ERT) e quelle di geoelettrica capacitiva (Capacitively-Coupled Resistivity, CCR).

Le tecniche TDEM sono impiegate per definire la profondità del bedrock, caratterizzare la morfologia del substrato e lo spessore del riempimento quaternario di bacini estensionali controllati da faglie nell’appennino centrale.

Spesso vengono integrate con altri metodi di prospezione, come le ERT per una ricostruzione tridimensionale del sottosuolo.

La tomografia elettrica trova numerosissime applicazioni che vanno dallo studio di bacini geologici intramontani alla mappature di faglie, dall’individuazione di sinkhole alla localizzazione di falde idriche sotterranee, dal monitoraggio di aree franose alla ricerca di cavità in aree urbane.

Le tecniche di geoelettrica capacitiva sono finalizzate alla definizione speditiva di contrasti di conducibilità nel sottosuolo a piccola profondità utili come indagini preliminari all’apertura di trincee paleosismologiche e all’individuazione di cavità ipogee a rischio sprofondamento in aree urbane.


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