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Ricerca di corpi metallici sepolti


Tra gli obiettivi che si possono raggiungere con le prospezioni magnetometriche, va annoverata la ricerca e la localizzazione di materiale ferroso nel sottosuolo (bidoni, rottami, ordigni bellici ecc.) ma anche l’esclusione della presenza di quest’ultimo: questo tipo di indagine geofisica può fornire in tempi brevi delle risposte senza dover intervenire con lunghi e costosi scavi specie se le aree da investigare hanno dimensioni rilevanti. I risultati ottenibili sono particolarmente interessanti nei casi in cui il terreno inglobante possieda deboli proprietà magnetiche e le masse ferrose siano consistenti oppure poco profonde. Nella figura di seguito riportata viene mostrata la carta delle anomalie magnetiche misurate su un esteso terreno agricolo. Osservando tale carta, dove vengono rappresentati con bande di colore gli intervalli di 10 nT, si può ragionevolmente escludere la presenza di materiale ferroso fino alla profondità di circa 10 m, profondità alla quale si può arrivare, tra l’altro, con uno scavo non troppo impegnativo. Lungo i bordi del rilievo si osservano gli effetti di una recinzione del terreno stesso di natura metallica.

Figura 1

Lo stesso tipo di indagine è stata effettuata su un’ altra area, anch’essa molto estesa: sono state individuate due aree magneticamente anomale caratterizzate da differente intensità. In base ai risultati ottenuti, venivano ubicati due scavi, eseguiti successivamente con pala meccanica, che hanno messo in luce la presenza di materiale ferroso di varia natura ed in quantità considerevole in entrambi i siti, nel caso della figura di sinistra alla profondità di circa 2-3 m, nel caso della figura di destra a circa 7-8 m.

Figura 2

 

Realizzazione di un test site

Per poter intervenire al meglio nei casi di ricerca di materiali metallici sepolti e conoscere gli effetti magnetici prodotti da tali corpi, è stato realizzato un "Test Site". E’ stato simulato un caso reale con interramento di 12 fusti metallici, e sono stati misurati in superficie gli effetti magnetici da questi prodotti studiando le caratteristiche delle anomalie generate, tenendo conto dell’intensità del campo magnetico in Italia e della sua inclinazione. Il risultato ottenuto dall’elaborazione dei dati acquisiti è una ben definita anomalia magnetica dipolare con massimo e minimo di alcune decine di nT il cui asse maggiore risulta orientato in direzione N-S.

Figura 1
Fusti metallici sepolti

Tale studio ha permesso di conoscere in dettaglio l’entità e le caratteristiche spaziali delle anomalie magnetiche prodotte dai fusti metallici interrati e di trarre utili indicazioni sulla profondità di rilevamento di tali corpi. Queste indicazioni sono state utilizzate con successo in seguito, in alcuni casi di indagine del sottosuolo.

Figura 2 Anomalie magnetiche prodotte dai fusti sepolti e relativa rappresentazione tridimensionale

 

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