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Gli tsunami nel mondo


Dal momento che la maggior parte degli tsunami è generata da forti terremoti sottomarini e da eruzioni vulcaniche, le zone del mondo dove prevalentemente si verificano gli tsunami sono quelle dove l’attività sismica e tettonica è più intensa. In particolare, l’area più colpita è quella dell’Oceano Pacifico dove si ha l’incontro tra placche continentali ed oceaniche. La maggior parte degli eventi si concentra lungo la “cintura circumpacifica”, detta anche “anello di fuoco” mentre altri eventi sono localizzati in Indonesia. Circa il 30% degli tsunami del Pacifico si verifica nella regione del Giappone-Taiwan e le coste del Giappone sono particolarmente colpite a causa del gran numero di terremoti sottomarini che avvengono nella zona antistante le coste. Tuttavia maremoti, sia distruttivi che di minore entità, avvengono anche nell’Oceano Indiano, nell’ Atlantico ed nel Mar Mediterraneo.

Distribuzione degli tsunami nel mondo

I tre più forti terremoti della storia recente hanno generato tsunami distruttivi.

Il 22 maggio 1960 in Cile avvenne il più forte terremoto del XX secolo (Magnitudo 9.5) che fu seguito da un violento maremoto con onde alte 15-20 m sulle coste vicine all’epicentro e che raggiunse le Hawaii 15 ore dopo on onde di oltre 10 metri. Dopo circa 22 ore anche le coste del Giappone (a circa 10.000 km di distanza) furono investite dallo tsunami con onde di 6 metri. 

Effetti prodotti dallo tsunami del Cile (1960) sulle coste dell’ isola di Hilo (Hawaii). Foto tratta da Pacific Tsunami Museum Archives - Polhemus collection in http://www.tsunami.org.

Il 27 marzo 1964 in Alaska un terremoto di magnitudo 9.2 produsse un violento tsunami con onde che si propagarono sino alle Hawaii e alle coste della California con onde tra i 2 e i 6 metri. 

Effetti prodotti dallo tsunami dell’Alaska (1964) a Kodiak (Alaska). Le barche nella foto sono state trasportate in città dalle onde, a qualche decina di metri dalla costa. (Foto tratta da NOOA Photo Library in http://www.photolib.noaa.gov/historic/c&gs/theb0964.htm). 

Il 26 dicembre 2004 un sisma di magnitudo 9.1 a largo di Sumatra ha originato il più distruttivo tsunami del secolo, sia come effetti prodotti che come area interessata. Nessun altro maremoto del passato ha provocato tante vittime (oltre 280.000) e ha investito così tante aree del mondo. Le onde hanno investito oltre all’Indonesia tutti gli stati del Golfo del Bengala, causando danni anche in Somalia, Kenya, Tanzania, Madagascar, Mozambico, Mauritius, Sud Africa e Australia. Lo tsunami ha attraversato l’Oceano Atlantico e il Pacifico ed è stato anche rilevato in Nuova Zelanda, Antartide e lungo le coste dell’America del Sud e del Nord.

Immagine da satellite che mostra la regione di Banda Aceh prima e dopo lo tsunami.

Anche il Mediterraneo, seppure in misura minore rispetto al Pacifico, è stato interessato nel corso dei secoli da eventi di tsunami, sia distruttivi che di minore entità. Le coste maggiormente colpite, sia per numero di eventi che per intensità, sono quelle della Grecia e dell’Italia. A partire dal 1600 a.C. ad oggi nel Mediterraneo si sono verificati circa 300 maremoti, alcuni dei quali distruttivi. Gli eventi più significativi sono accaduti in Grecia. Intorno al 1600 a.C. l’esplosione del vulcano Santorini, nel Mar Egeo, causò uno tsunami devastante, con onde altre circa 50 metri, che si propagò in gran parte del Mediterraneo orientale. Investì anche la Turchia, la Siria, l’Egitto e la Palestina che furono devastati dalle onde. Secondo alcune teorie proprio questo tsunami fu la causa della improvvisa fine della civiltà Minoica a Creta. Nel 1303 un forte terremoto a largo di Creta produsse un violento maremoto che provocò moltissime vittime e gravi danneggiamenti a Creta e fu forte anche in Israele e in Egitto. Nel 1956 a seguito di un forte terremoto (magnitudo 7.5) a largo dell’isola di Amorgos (Mar Egeo) si generò uno tsunami con onde che raggiunsero 25 metri ad Amorgos e fu molto violento in tutte le isole dell’Egeo centrale e meridionale, raggiungendo anche Creta con onde di circa 2 metri.

Più recentemente, nel maggio 2003, un forte terremoto di fronte alla costa algerina ha generato uno tsunami che non ha prodotto danni nelle coste vicine ma si è propagato fino alle coste francesi, liguri e alle Baleari, dove ha causato forti danni a numerose imbarcazioni e inondazioni a Maiorca ed Ibiza.

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