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Strato Limite Bentico


Lo studio dello Strato Limite Bentico (o Benthic Boundary Layer - BBL) interessa un ampia gamma di differenti processi, spesso strettamente correlati tra loro.  Considerato come un ambiente abbastanza omogeneo, il BBL è sede di un’ampia varietà di processi (chimici, fisici, geologici, biologici, ecc) in grado di generare fronti e fenomeni locali di turbolenza, alterando un ambiente che normalmente viene ritenuto assolutamente stabile. La tipica stratificazione di queste zone può infatti essere interrotta da eventi i cui effetti diffondono nei sovrastanti strati grazie all’azione di correnti locali o processi di mescolamento.
Il BBL è direttamente interessato dagli scambi tra litosfera e idrosfera; diffusioni chimiche avvengono infatti all’interfaccia sedimento-acqua, comunità bentoniche interessano questi strati modificandone spesso il substrato e processi di sedimentazione e trasporti di materiale possono cambiare la morfologia di questo ambiente sotto la spinta dalle dinamiche delle correnti.
In accordo con le principali strutture idrodinamiche, il BBL può interessare uno spessore variabile della massa d’acqua, da pochi millimetri fino a 100 metri, dipendendo dall’intensità di attrito della massa d’acqua con il fondale e dalla stabilità della colonna d’acqua sovrastante. 

 

Generalmente in condizioni di mare aperto e profondo, lo spessore del BBL viene definito dal rapporto tra l’attrito e il parametro di Coriolis secondo quello che è lo schema principale della scala di Ekman.

 

L’approccio multidisciplinare è indispensabile per lo studio di questi ambienti al fine di riconoscere eventuali eventi e comprendere le possibili connessioni tra differenti fenomeni. Osservatori bentici come GEOSTAR favoriscono questo approccio permettendo non solo l’acquisizione di lunghe serie temporali di differenti parametri (geochimici, sismici, geomagnetici, geodetici e oceanografici) ma anche la possibilità di interpolare i diversi tipi di segnale, necessaria per la comprensione delle dinamiche e dell’ evoluzione dei processi.
Dal punto di vista strettamente oceanografico, la tecnologia degli osservatori bentici permette finalmente di osservare  e misurare direttamente le proprietà idrologiche degli strati più profondi della colonna d’acqua attraverso l’analisi di lunghi e completi dataset.


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