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Campi Normali


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I dati magnetici raccolti nel corso delle campagne di misura presso i capisaldi della rete magnetica nazionale vengono utilizzate per la determinazione del campo normale, ovvero di un espressione analitica in latitudine e longitudine che meglio interpoli, per la regione d’interesse, i valori dell’elemento geomagnetico ottenuto sperimentalmente. Tale campo normale, che non ha un significato fisico ben definito in quanto in esso possono essere comprese sia sorgenti con origine nel nucleo che origine crostale profonda, ha lo scopo generale di fornire un livello, analiticamente definibile, rispetto al quale discriminare, per differenza, in qualità e quantità, le anomalie magneiche locali.

Per la regione italiana si è scelto di utilizzare come espressione analitica del campo normale un polinomio di secondo grado in latitudine φ e longitudine λ. Il campo normale proposto risulta idoneo a rappresentare le caratteristiche del campo con lunghezze d’onda superiori ai 700 km, consentendoci così di ipotizzare che tale campo riproduca, con buona approssimazione, il campo principale che ha origine nel nucleo terrestre.

Un generico elemento magnetico E vieni quindi calcolato tramite l’espressione:

E = a0 + a1 φ + aλ + a3 φ2 + a4 λ2 + aλ φ

dove viene indicata con φ la latitudine e con λ la longitudine. I coefficienti (a0, a1, a2, a3, a4 e a5) sono determinati mediante il metodo dei minimi quadrati sulla base dei valori delle stazioni ridotti ad una precisa epoca e al livello del mare.

In tabella sono riportati i valori dei coefficienti dei campi normali dall’epoca 1979 al 2005 per tutti gli elementi del campo. La latitudine e la longitudine sono riferite ai valori 42° N a 12° E rispettivamente, con valori espressi in minuti d’arco.

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