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Lago di Vostok


Il lago subglaciale più grande finora identificato è il lago Vostok, localizzato sotto la stazione russa di Vostok nell’Antartide orientale; le sue dimensioni sono di circa 240 x 60 km, con una superficie di circa 12.000 km2 ed una profondità dell’acqua che raggiunge i 670 m. Per confronto, il lago Vostok ha un’area quasi 14 volte superiore a quella del lago di Garda, e una profondità mediamente doppia. Il lago Vostok rappresenta un’eccezione in quanto circa il 75% dei laghi hanno una lunghezza inferiore ai 10 km e solo il 5% di essi supera i 30 km.

La perforazione della calotta, condotta presso la stazione russa (progetto che ha visto la collaborazione di scienziati americani, francesi e russi), è stata fermata alla profondità di 3.623 m. Per evitare di inquinare le acque sottostanti, le operazioni sono state deliberatamente sospese a soli 120 metri dalla superficie del lago, che rimane tutt’oggi inesplorato. L’analisi delle carote di ghiaccio ha evidenziato che, a partire da quella profondità, il ghiaccio cambia nettamente natura: non è più ghiaccio di calotta ma ghiaccio di ricongelamento. La formazione di ghiaccio di rigelo può essere giustificata solo dall’esistenza di un consistente corpo d’acqua alla base della calotta, regolato da un complesso meccanismo di circolazione interna ed interessato da fenomeni di scioglimento e di ricongelamento basale. Inoltre, una reinterpretazione di alcuni profili sismici eseguiti dai sovietici negli anni ’60 ha fornito una prima valutazione dello spessore dell’acqua del lago, che può raggiungere quasi 700 m di profondità, e indicato la presenza di un notevole spessore di sedimenti.

Figura 1 Stazione Vostok

Questi ultimi dati hanno fatto crescere l’interesse verso lo studio dei laghi subglaciali ed in particolare quello di Vostok, poiché la sua estensione, la sua profondità e la circolazione interna dell’acqua hanno suggerito la possibilità che, al suo interno, possano essere presenti forme di vita. Il Lago Vostok sarebbe quindi sede di un ecosistema del tutto sconosciuto, in condizioni di:

  • alte pressioni (circa 350 atmosfere);
  • basse temperature (intorno a 1-2 gradi sotto lo 0°C);
  • assenza di luce;
  • isolamento dalla biosfera terrestre da almeno un milione di anni.

Nel luglio 2000 è stato formato un gruppo di specialisti dello Scientific Committee on Antarctic Research (SCAR) che ha il compito di stimolare e coordinare le ricerche sui laghi subglaciali e cha ha indicato le linee guida e gli obiettivi principali di ricerca ( http://www.scar.org/organise/Specialist/antarcticlakes.htm - http://salegos-scar.montana.edu ).

Figura 2 Il sistema di Vostok

Il lago sembra comporsi da due bacini separati, divisi da un crinale di roccia. Questa conformazione porta a supporre che la composizione chimica e biologica dei due ecosistemi possa essere diversa.

Durante varie campagne anche il nostro gruppo ha sorvolato l’area di Vostok per raccogliere dati RES.

Figura 3 Esempio di radargramma in cui il lago è ben visibile

 

 


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